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Wunderkammer, Arte, Natura, Meraviglia


Posted on novembre 18th, by Carolina Argentieri in Mostre e Fiere.

Wunderkammer, Arte, Natura, Meraviglia

L’esposizione, in programma dal 15 novembre 2013 al 2 marzo 2014, racconta i rapporti tra arte, natura e meraviglia attraverso il fenomeno delle Wunderkammern, le “stanze delle meraviglie”, nate in epoca tardo rinascimentale, le cui origini si possono rintracciare in alcuni musei privati italiani, dove si raccoglieva “il mondo che stava intorno”.La mostra, a cura di Lavinia Galli e Martina Mazzotta, attraversa diverse situazioni e momenti della storia dell’arte, del collezionismo, della scienza e della filosofia, con un approccio multi- disciplinare, partendo dal Cinquecento per arrivare fino ai giorni nostri. Accostando a opere e manufatti cinque-seicenteschi di collezioni italiane presenze dell’arte contemporanea, la mostra intende stimolare il visitatore a rintracciare analogie, rimandi e corrispondenze tra i significati implicati nel multiforme e complesso fenomeno delle Wunderkammern, sgombrando il campo dalle ambiguità legate a questo termine, proseguendo la via intrapresa dalla storica dell’arte Adalgisa Lugli (1946-1995) nella Biennale veneziana su arte e scienza del 1986. Inizialmente, furono principalmente scienziati e regnanti italiani, poi principi austriaci, tedeschi e boemi (l’area germanica e quella italiana sono i due poli in cui si realizzò il fenomeno delle Wunderkammern) a costituire delle raccolte in cui le scienze, la natura e le creazioni scientifiche e artistiche trovavano, per un secolo, un equilibrio di reciproca compenetrazione. Un fenomeno, questo, che si è ripresentato periodicamente nella storia del collezionismo come della creatività artistica, nell’arte del XX e del XXI secolo, e nello specifico di certe avanguardie, che si sono riappropriate di quel sincretico “sistema della meraviglia” che l’avvento dell’Illuminismo aveva rimosso.
Al Museo Poldi Pezzoli, tempio del collezionismo privato
e custode di oggetti da Wunderkammer esso stesso, sono riunite per la prima volta insieme le raccolte enciclopediche dei bolognesi Ulisse Aldrovandi e Ferdinando Cospi e del milanese Manfredo Settala, evidenziandone anche i rapporti con il collezionismo dei Medici. Questo consente ai visitatori di scoprire come, dal Rinascimento all’Illuminismo, il collezionismo di naturalia fosse spesso integrato con quello degli oggetti d’arte, attraverso una selezione di opere di eccezionale qualità e valore storico. In queste “stanze delle meraviglie”, gli elementi del mondo minerale, vegetale e animale venivano spesso combinati tra loro o integrati in raffinati capolavori di oreficeria e arti decorative in generale – gli artificialia – o addirittura accostati a oggetti stupefacenti e curiosità esotiche provenienti dal Nuovo Mondo. L’ “Età d’oro della meraviglia” è così suddivisa nel percorso espositivo in quattro sezioni: la prima è dedicata ai tre collezionisti e ai loro cataloghi; la seconda dedica ampio spazio a quegli oggetti del mondo naturale che più suscitavano meraviglia per la loro forma o inclassificabilità, i naturalia e le creature fantastiche (come i coralli, i pesci palla, l’unicorno, il bezoar,…); la terza sezione è invece dedicata al collezionismo di exotica e la quarta a quello dei scientifica. In particolare saranno esposti oggetti provenienti dal Nuovo Mondo e dall’Estremo Oriente (oggetti atzechi, islamici, cinesi e giapponesi) e gli strumenti scientifici (sfere armillari, orologi e automi).
Infine la quinta sezione riunirà gli artificialia, mostrando esempi di splendide oreficerie montate assemblando i materiali naturali (avorio, ambra, pietre dure o cristallo di rocca), realizzate da artisti milanesi e tedeschi, con particolare attenzione alla produzione del lusso. La mostra darà anche l’occasione di mettere in luce gli oggetti da Wunderkammer posseduti dal Museo Poldi Pezzoli: Gian Giacomo Poldi Pezzoli, fondatore della casa museo, fu infatti un collezionista poliedrico. Nella sua attenzione per le arti decorative acquisì diversi pezzi di artificialia da Wunderkammer (stipi, orologi, bronzi e oreficerie). Non solo, ma nello Studiolo Dantesco allestì un vera camera da principe rinascimentale, assemblando più di mille oggetti. Infine, alle opere e ai manufatti cinque-seicenteschi verranno accostate opere del Novecento e contemporanee.

http://www.museopoldipezzoli.it/






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