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Porcellane cinesi: alcune indicazioni


Posted on novembre 5th, by Marco in Scopri l'antiquariato.

Porcellane cinesi: alcune indicazioni

Fin dai secoli più lontani curiosità e fascino hanno circondato gli oggetti prodotti nel Lontano Oriente con materiali sconosciuti in Europa, come la porcellana o la lacca (la prima dotata di stupefacente trasparenza, la seconda di singolare consistenza). Basti ricordare il celebre dipinto di Giovanni Bellini, Il festino degli dei, in cui le divinità banchettano attingendo da contenitori in porcellana bianca e blu.

L’arte orientale, in particolare i pezzi provenienti dalla Cina, rappresenta l’ultima grande opportunità di investimento per chi è solito impegnare le proprie risorse nel campo dell’antiquariato e degli oggetti d’arte. Il primo passo per avvicinarsi a questo mondo è una semplice scorsa tra i pezzi esposti nei più importanti musei del mondo, oggi facilmente consultabili anche via Internet, oppure attraverso le numerose pubblicazioni e i cataloghi delle principali case d’asta. Oggetti in bronzo, sculture, ceramiche e porcellane dalle forme più variegate e dai decori spesso ancora modernissimi, le delizie della giada, la leggerezza del bamboo o le linee “minimal” dei mobili laccati: dalla Cina o dal Giappone, dal Sud Est Asiatico o dall’Himalaya, ognuna di queste forme d’arte racchiude un insieme di simbologia, storia e valori estetici poco conosciuti, in quanto estranei ai canoni di bellezza occidentali.
Tutte queste produzioni si sono diffuse nei secoli grazie alla Via della Seta, attraverso la mediazione dei popoli del Medio Oriente ed infine con i contatti commerciali diretti tra Occidente e Oriente. Questa enorme fortuna dell’arte orientale in Europa ha comportato, negli ultimi secoli, la nascita di prodotti occidentali realizzati e decorati “all’orientale”: cineserie, giapponeserie.

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Famiglia rosa o famiglia verde?

Fondamentale nell’ambito dell’identificazione di un pezzo in porcellana cinese è saper individuare le caratteristiche tecniche della decorazione. Ma che cosa dobbiamo osservare esattamente? Quali sono le principali tecniche decorative e quando sono nate?
I colori ottenuti con l’utilizzo degli smalti sono dovuti all’ossidazione dei metalli con cui essi sono prodotti. Generalmente gli smalti erano composti da tre parti di ossido di piombo e una parte di quarzo polverizzato al quale era aggiunta una piccola quantità di ossido metallico. Grazie alla seconda cottura questa mistura si trasformava in sostanza vitrea fissandosi sulla superficie dell’oggetto.
Le differenti tecniche decorative, i cui nomi sono oggi usati convenzionalmente per identificare le diverse tipologie, seguono un preciso arco cronologico definendo dei cosiddetti termini ante quem, ovvero date o periodi prima dei quali non è possibile trovare alcun prodotto decorato nella tecnica descritta. Dunque, la conoscenza delle metodologie decorative è di capitale importanza per definire correttamente la datazione di un oggetto. Bisogna ricordare, però, che queste tecniche furono tutte impiegate ininterrottamente e spesso in contemporanea tra loro: quello della decorazione è un elemento necessario ma non sufficiente per una corretta identificazione.

Doucai ovvero i “colori che stanno insieme”
Questo è il primissimo tipo di decorazione che vede apparire per la prima volta gli smalti sopra l’invetriatura. I colori utilizzati sono il rosso, il giallo, il verde, il marrone ed il nero, che venivano collocati nelle aree della composizione delineate dal blu cobalto sotto l’invetriatura. Nata durante il regno Xuande (1426-35, Ming), questa tecnica raggiunse l’apice con il regno Chenghua (1465-87, Ming). Nel dialetto locale di Jingdezhen (la principale area di produzione della porcellana cinese) doucai significa decorazione “su entrambi i lati” dell’invetriatura.

Wucai ovvero “cinque colori”
In realtà i colori sono gli stessi di doucai, ma con la fondamentale variazione dell’impiego del blu cobalto come colore di riempimento vero e proprio sotto l’invetriatura. Questa tecnica, risalente alla dinastia Ming, venne utilizzata durante i regni Jaijing (1522-1567, Ming), Longqing (1567-72, Ming) e Wanli (1573-1619, Ming) per poi iniziare a conoscere il declino durante il tumultuoso Periodo di Transizione (1630-1660). I colori col passare del tempo diventarono sempre più numerosi, ma la caratteristica che ci permette di definire una porcellana wucai, e di distinguerla da una appartenente alla successiva famiglia verde, è la presenza o meno del blu cobalto.

Famiglia verde (famille verte)
Fu uno storico francese intorno alla metà dell’Ottocento a classificare arbitrariamente in famiglie i decori e i colori ricorrenti nella porcellana cinese. Una classificazione di comodo che viene estensivamente impiegata seppur non abbia reale riscontro nella terminologia originale. Utilizzata principalmente per porcellana destinata all’esportazione e all’ambito imperiale, si fa risalire lo sviluppo di questa tecnica al regno di Kangxi (1662-1722, Qing), periodo in cui fu estensivamente utilizzata. Prevede l’impiego dei principali colori wucai ma con la fondamentale differenza di utilizzare il blu non più sotto bensì sopra l’invetriatura; ovviamente il nome deriva dalla prevalenza di smalti verdi nella composizione. Gli smalti Kangxi hanno la caratteristica di essere translucenti dando la possibilità di intravedere il bianco della porcellana sottostante. Altra caratteristica di genuinità è la presenza di un effetto di iridescenza sull’invetriatura circostante gli smalti, particolarmente evidente introno al blu. Infine il nero è un colore fondamentale per la datazione: il nero del XVII secolo non è mai puro ma è una sovrapposizione di numerosi strati di smalto verde e marrone: si può osservare un riflesso verde là dove i colori non sono fusi al meglio. Nella prima metà del secolo successivo, invece, è prodotto con un mix di smalti opachi e traslucidi.

Famiglia rosa (famille rose)
Tecnica introdotta alla fine degli anni Venti del Settecento in seguito all’introduzione del gusto e delle tonalità rococò dall’Europa (rosa, giallo azzurro). La novità tecnica consistette nell’opacizzare gli smalti in modo da non farli colare più durante la cottura. Il nome analogamente alla famiglia verde deriva in questo caso dalla presenza del rosa. Convenzionalmente si intende col termine fengcai (colori in polvere) le porcellane decorate a famiglia rosa su fondo bianco, mentre con falangcai (smalti dall’estero) si definiscono quelle porcellane a famiglia rosa su fondo colorato. Vale la pena menzionare la decorazione a grisaille, una tecnica interamente in nero e grigio, spesso unita al decoro a famiglia rosa, impiegata quasi esclusivamente per i pezzi destinati all’esportazione.







 
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