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Le preziose bambole di una principessa in mostra ad Arona


Posted on luglio 22nd, by claudio in Mostre e Fiere.

Le preziose bambole di una principessa in mostra ad Arona

C’è tutto il fascino di altri tempi dei giochi per signorine in questa mostra in corso fino al  3 novembre alla Rocca Borromeo di Angera, all’interno di quello che è il più ricco ed importante Museo della Bambola e del Giocattolo attivo in Europa. Voluto dalla principessa Bona Borromeo Arese che lo istituì nel 1989, e  curato da Marco Tosa, il museo raccoglie una collezione pregiatissima di giocattoli d’epoca, tra i più belli della storia europea, riservando alcune sezioni anche ai paesi dell’Asia e dell’Africa, e merita davvero una visita da parte di quanti si trovano a trascorrere qualche giorno di villeggiatura sul Lago Maggiore. Si tratta per lo più di esemplari rappresentativi dell’epoca d’oro del giocattolo industriale europeo, databili tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo quarto del Novecento, ma non mancano ricercate creazioni dei secoli XVII e XVIII.

L’esposizione di questa estate riserva una speciale attenzione a un genere di giocattolo molto ricercato nei secoli scorsi: la casa di bambola. Nata nel XVII secolo per l’educazione dei giovani rampolli delle famiglie aristocratiche, la produzione di case in miniatura seguì originariamente l’intento di riprodurre in scala gli ambienti delle coeve case della nobiltà, ed ebbe un grande successo soprattutto nei paesi del nord (Inghilterra, Germania e Olanda). Oggi, alcuni esemplari seicenteschi meritano davvero di essere studiati come testimonianze del gusto dell’arredamento del periodo in cui vennero prodotte, in virtù della grande attenzione al dettaglio e per la fedeltà nella riproduzione degli ambienti dei loro artigiani. Nel secolo successivo la casa di bambola divenne invece un giocattolo lussuoso, che seppure meno fedele al dettaglio architettonico, spesso riproduceva in scala ridotta e in maniera vezzosa le dimore dei loro giovani proprietari.

È poi nel pieno Ottocento che questa tipologia di giocattolo diviene comune anche nelle classi borghesi e si apre alla riproduzione anche di ambienti meno sofisticati. Compaiono miniature curatissime non solo di case della ricca borghesia, ma anche le botteghe degli artigiani, delle modiste, piccole drogherie e negozi i alimentari dove trovare esposte scatole di biscotti, sacchi di grano, barattoli di confettura, stoffe e bottoni riprodotti fedelmente, come quelle prodotte dalla ditta tedesca di Moritz Gottschalk, eseguite in legno con finiture di pregio, carte da parati nelle stanze e perfino l’illuminazione elettrica per i modelli più moderni. Particolarmente apprezzati i modellini delle scuole, dove il maestro con la bacchetta in mano indica la lavagna a una classe di scolari seduti attenti nei loro banchi, con tanto di grembiule, ficco rosso, penna e calamaio.

Meraviglia della mostra di Angera, la piccola casa della favola di Hansel e Gretel, fatta di marzapane, con il tetto di biscotti e delizie dolci, perduta nel bosco e custodita dalla famiglia dei porcospini; un piccolo ricordo di sogni e fiabe spesso paurose ma ghiotte, nelle quali i bambini che si allontanavano da soli e si perdevano nel bosco erano sempre vittime di astute streghe: metafora di una società che già allora aveva ben chiari i rischi che i bambini potevano correre, ma che a differenza di quelli odierni ben peggiori, si sarebbero risolti, nel peggiore dei casi, con una crisi glicemica e una bella indigestione.

Case di Bambola – Museo della Bambola e del Giocattolo
25 maggio 3 novembre Rocca Borromeo di Angera (Varese)
Via Rocca Castello.






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