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Il tesoro d’avorio dei Medici


Posted on luglio 18th, by Marco in Mostre e Fiere.

Il tesoro d’avorio dei Medici

La più grande mostra dedicata ai manufatti in avorio non poteva che essere a Firenze, nella reggia dei Medici di Palazzo Pitti. “Diafane passioni, avori barocchi dalle corti europee” è allestita fino al prossimo novembre nelle sale del Museo degli Argenti ed è semplicemente imperdibile.

Niccolò Pippi (Nicolas Mostaert), Deposizione dalla croce, 1579 circa, Firenze, Museo degli Argenti

In tutta Europa, imperatori e granduchi, papi e principi, altissimi prelati e ricchi banchieri si contendevano l’opera degli scultori in avorio, e spesso formavano collezioni di capolavori eburnei, che andavano dagli esemplari figurativi veri e propri ai tour de force torniti. Questi ultimi univano al piacere del capriccio visivo il rigore scientifico del calcolo matematico.

Manifattura tedesca, Vaso con coperchio 1618-31, Firenze, Museo degli Argenti

L’Italia giocava un ruolo chiave per la più grande fioritura della scultura in avorio tra il Cinque e il Settecento: la seconda dopo quella gotica, che aveva avuto il suo centro a Parigi. Le zanne dell’elefante arrivavano in Europa attraverso le grandi città portuali, Venezia, Genova, e Napoli, con Roma i centri principali della lavorazione della preziosa ed esotica materia, ricercata particolarmente per la sua qualità mimetica di raffigurare l’incarnato umano. L’ammirazione per l’avorio nell’Italia del Sei e Settecento favorì inoltre il collezionismo di avori africani e indiani, oltre a quelli tardoantichi e medievali. Con Ferdinando I Medici (1549-1609) a Firenze ebbe inizio una delle più spettacolari collezioni di avori in Europa, che continuò ad arricchirsi fino al tramonto della dinastia, raggiungendo numerose centinaia di esemplari. Per quantità, per qualità ed importanza dal punto di vista storico artistico, la raccolta medicea raggiunse livelli pari solo a quelli della corte imperiale di Vienna e di quelle principesche di Dresda e Monaco.

Maestro delle Furie, attivo intorno al 1625, Marco Curzio che si getta nella voragine, Firenze, Museo degli Argenti

Coppe e rilievi, composizioni mitologiche e scene di genere, santi e ritratti di principesse, scarabattole e torri tornite: la maggior parte degli avori dei Medici si trovano ora nel Museo degli Argenti a Palazzo Pitti, e costituiscono una delle grandi attrazioni nelle sale del pianterreno, dove il visitatore entra in un mondo magico di forme diafane, dalla grazia fiabesca.

Johann Balthasar Stockamer, David con la testa di Golia, 1663-69, Firenze, Museo degli Argenti

Una mostra di quasi centocinquanta pezzi, che unisce i tesori fiorentini a pregevoli esemplari provenienti dai più importanti musei stranieri e ad altri avori mai visti prima, custoditi in collezioni private, dà vita a un nuovo e spettacolare capitolo della storia dell’arte.

La mostra si articola in varie sezioni che percorrono l’arte dell’avorio dal Quattrocento, quando catturò l’attenzione di Lorenzo il Magnifico, al maturo Rinascimento, fino all’esplosione del Barocco con opere degli scultori fiamminghi e tedeschi più famosi del periodo, da Leonhard Kern a François du Quesnoy, da Georg Petel a Balthasar Permoser.

La sezione “Geometria virtuosa, gli avori torniti” raccoglie particolari e spettacolari esempi della competizione tra i più importanti tornitori tedeschi nel creare in avorio le figure più complicate, miracoli di virtuosismo tecnicoche univano simbologia a numerologia, geometria e filosofia.

L’inventore di questo tipo di oggetto da gabinetto delle curiosità fu, alla fine del Cinquecento, l’italiano Giovanni Ambrogio Maggiore al servizio delle corti tedesche. La quinta e ultima sezione ha come nucleo principale l’opera del grande Balthasar Permoser: anche per lui l’esperienza italiana fu di fondamentale importanza. Infatti condusse lo stile enfatico di gusto tardobarocco, formato sulle opere di Bernini e Foggini, al di là delle Alpi, dove alla corte di Augusto il Forte diresse il cantiere più grande e influente che l’Europa settentrionale e centrale avesse mai visto.

DIAFANE PASSIONI, AVORI BAROCCHI DALLE CORTI EUROPEE
Firenze, Palazzo Pitti, Museo degli Argenti
16 luglio – 3 novembre 2013
Ingresso cumulativo 10,00 euro
Informazioni 055.294883
http://www.unannoadarte.it






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