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Il mercato, Picasso e le Ceramiche


Posted on marzo 14th, by claudio in Analisi di mercato, Aste in Evidenza.

Il mercato, Picasso e le Ceramiche

C’è tutta la calda passionalità della cultura mediterranea e la vibrante energia di una vita d’artista vissuta tra le coste della Spagna e quelle della Provenza nelle opere che saranno protagoniste il prossimo 19 marzo dell’asta londinese di Sotheby’s Important Ceramics by Pablo Picasso from a Private Collection. Un’asta che per valore e numero di lotti richiama alla memoria quella di Christie’s dello scorso giugno 2012, in cui lo stupendo Grand vase aux femmes voiles era stato aggiudicato alla sorprendente cifra di 735.650 sterline.

Approdato alla ceramica quasi per caso, approfittando della fortunata offerta dei coniugi Georges e Suzanne Ramié a utilizzare le attrezzature del loro atelier Madoura, Picasso esprimerà il suo talento e la propria capacità di sviluppare tecniche innovative dal 1947 al 1973, anno della morte, spesso lavorando a stretto contatto con gli artigiani del modesto centro di Vallauris, nella Francia meridionale, le cui imprese ricevettero grazie alla presenza del maestro un crescente numero di commissioni e un nuovo slancio imprenditoriale.

Tra il 1947 e il 1955 Picasso incomincia a sperimentare le possibilità che la materia modellabile dell’argilla offre alle sue mani. In questa prima fase l’influenza della pittura e del disegno segnano le sue creazioni, che mantengono le forme tradizionali degli oggetti d’uso di produzione artigiana a cui il maestro presta il suo genio disegnando figure semplici, come pesci, uccelli, e volti ritratti con linee semplici ma evocative, come quello che orna il lotto numero 1 del catalogo di Sotheby’s, un piatto che riporta al fondo il marchio di Modoura e la firma dell’artista con il numero di serie (aggiudicazione 12,000 sterline).

Ben presto però le suggestioni dei miti mediterranei dal mondo classico a quello delle corride spagnole, con il loro ricco repertorio di immagini, iniziano ad ispirare le opere di Picasso, che si popolano di figure in vesti greche che di quella cultura riprendono il tradizionale fondo nero della

tradizione attica. Sorprendente l’opera del 1948 Taureau dans l’Arene (aggiudicazione 21,250 sterline), lotto numero 19, in cui il possente toro occupa imponente la superficie circolare del piatto dal cui bordo si affacciano, come da una gradinata, i volti degli spettatori che attendono l’inizio di uno spettacolo eccitante e spaventoso.

A partire dal 1955 Picasso si trasferirà a Cannes, da dove continuerà a inviare al laboratorio di Modoura i disegni per la realizzazione delle sue ceramiche. I suoi progetti si aprono intanto a soluzioni ben più elaborate in cui le superfici delle anfore e delle brocche si prestano a trasformarsi grazie alla magia della sua fantasia in un bizzarro e colorato zoo fatto di gufi, civette, caprette, galline, come la graziosa Chouette del 1968 (aggiudicazione 22,500 sterline), che nella semplicità delle sue linee posa delicatamente sul suo basamento stringendosi maliziosa tra le ali, guardando l’osservatore con un occhio certo non privo di vita. Una vita appena trattenuta da una materia morbida che ritroviamo nella brocca Terre de faïence del 1954, lotto numero 44 (aggiudicazione 40,000 sterline), dove l’abbondante chioma di una giovane donna, incorniciando il viso fresco, va a comporne il manico. In queste figure in cui il gesto creativo imprime nella materia un soffio di umanità si può riconoscere il punto di arrivo di un percorso artistico dagli esiti insperati anche nell’opinione originaria dello stesso maestro.

L’acquisto di una ceramica di Picasso, al di là del piacere estetico legato al possesso dell’opera, è certamente una operazione interessante anche dal punto di vista dell’ investimento. Gli elementi che ci consentono di affermare ciò sono principalmente due: l’indice dei prezzi di mercato e la “vendibilità” delle opere. L’andamento del mercato delle sole ceramiche descritto attraverso l’indice da noi calcolato (vedi grafico) – sebbene altalenante nonostante questo periodo di crisi acuta per le opere di fascia medio bassa – mostra una forte ripresa nell’ultimo periodo. Inoltre questa tipologia di opere risulta fortemente vendibile, infatti la relazione tra le opere offerte e quelle vendute nel triennio considerato presenta un valore del 90%, ovvero nove opere su dieci risultano vendute! (vedi Tabella)

 






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