I corni di rinoceronte vanno a ruba
La conferma ci è giunta dall’asta di Christie’s a Londra: l’8 novembre scorso 33 oggetti intagliati in corni di rinoceronte, provenienti dalla collezione di un banchiere svizzero, sono stati venduti per un totale di quasi 4 milioni di euro (con percentuali di invenduto inferiori al 25 %).
Che manufatti simili facciano gola a molti lo testimoniano, d’altronde, anche recenti fatti di cronaca italiana: il 31 gennaio scorso una pattuglia della Polizia Locale di Milano ha speronato l’auto di alcuni malviventi, che avevano appena sottratto da un antiquario due corni di rinoceronte del valore di 30mila euro ciascuno. La preziosa refurtiva è stata recuperata, ma i ladri sono riusciti a fuggire. Nessuna traccia anche dei responsabili del furto avvenuto il 9 giugno 2011 al Museo di Storia naturale della Specola, a Firenze: nella notte tre corni di rinoceronte hanno preso il volo.
Grande soddisfazione, invece, al Museo di Storia Naturale di Milano. Il furto di un corno intero, avvenuto la notte del 3 dicembre scorso, non ha preoccupato molto i responsabili della struttura: in seguito al clamoroso furto di Firenze, infatti, a Milano si è deciso di sostituire i due corni del museo con delle copie, ed è proprio la copia in resina ad essere stata sottratta!
Per tutti questi casi, inquirenti ed esperti concordano sullo scopo di questi clamorosi furti: la vendita sul mercato clandestino, probabilmente orientale. Un traffico che governi e agenzie internazionali stanno cercando di contrastare, ad esempio vietando la vendita e la circolazione di oggetti simili, eccezion fatta per quelli antichi (ovvero realizzati prima del 1947, secondo la Commissione Europea).