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Anche il Teatro Olimpico di Palladio all’asta fallimentare


Posted on luglio 10th, by Marco in Aste in Evidenza.

Anche il Teatro Olimpico di Palladio all’asta fallimentare

A Vicenza in queste settimane è possibile, su appuntamento, prendere visione dei lotti di un’importante asta fallimentare, quella per il crac dell’imprenditore sanitario abruzzese Vincenzo Maria Angelini, già patron della casa di cura Villa Pini. Un mobile in particolare ha colpito l’attenzione di Guido Beltrametti, direttore del CISA (centro studi sulla figura di Andrea Palladio) e di un amico restauratore. Si tratta di un mobile in legno di noce, attenta riproduzione in scala della celebre scena architettonica del Teatro Olimpico di Vicenza, progettato da Palladio e concluso da Vincenzo Scamozzi: ante scorrevoli decorate con giochi prospettici celano una dozzina di cassetti. Un’etichetta sul retro attesta che l’opera fu presentata all’Italian Exhibition di Londra nel 1888 dal vicentino Cortellazzo, poi non se ne è saputo più nulla fino alla vendita presso Semenzato a Venezia nel 1991 per oltre 400 milioni di lire. Oggi la sua stima è di 8.000-12.000 euro.

Un esempio fra i tanti di ciò che può succedere nel caso delle aste fallimentari di beni artistici e collezioni d’arte: la sorpresa è dietro l’angolo, perciò consigliamo di sfogliare i curatissimi cataloghi scaricabili dal sito Internet www.gioiellidicarta.it e ammirare la ricca collezione messa assieme negli anni da questo personaggio discusso, ma sicuramente dotato di buon gusto, ingenti risorse e fiuto per gli affari.

Si dice che solo la storica vendita della collezione dell’armatore napoletano Achille Lauro (1984) può reggere il confronto con la presente. Tanto che i curatori fallimentari hanno coinvolto la casa d’aste Dorotheum di Vienna nella definizione delle stime e delle perizie, oltre a commissionare una accurata campagna fotografica e la realizzazione dei cataloghi già citati. Per alcuni pezzo lo Stato, tramite la Soprintendenza, potrebbe esercitare il diritto di prelazione, mentre sul altri ha già annunciato l’avvio della procedura per l’apposizione del vincolo, in virtù dell’importante interesse dell’opera.
La collezione spazia dalla pittura napoletana del Seicento a Morandi e Fontana, dalle incisioni di Rembrandt e Dürer agli arredi Ancien Régime e Impero, fino ad un raro sarcofago romano. Per una più agevole consultazione, il catalogo è stato suddiviso per tipologie: “Dipinti e Disegni; Incisioni et Alia; Sculture” e “Mobili; Tappeti; Altri Arredi; Marmi; Beni non catalogati”. Una nota di cronaca, non priva di significato: nelle scorse settimane i curatori hanno scoperto un ingente furto di parte dei lotti della collezione (argenti, orologi, tappeti).

Fra i lotti più importanti: un S. Pietro attribuito a Jusepe de Ribera, un Gentiluomo ritratto da un allievo di Tiziano, un dipinto di Giorgio de Chirico, un disegno di Mario Sironi, una natura morta di Gino Severini, un Concetto spaziale di Lucio Fontana e – top lot dell’asta – un olio e gouache di Marc Chagall (400.000-600.000 euro). Tra le incisioni La battaglia degli dei marini di Andrea Mantegna e un Adamo ed Eva di Albrecht Durer (30.000-50.000 euro). Fra i mobili, invece, un tavolo in stile Luigi XV alla Boulle, produzione francese dell’Ottocento (3.000-5.000 euro) e un letto barocco forse bolognese (5.000-8.000 euro). Il sarcofago romano, di probabile produzione siciliana del III-IV secolo, in marmo, è stimato 30.000-40.000 euro.

Le procedure di vendita seguono un iter complesso, con il quale si punta a realizzare il miglior prezzo: dal 4 maggio si ricevono le offerte al doppio della stima minima. Il 13 settembre inizierà la ricezione delle offerte per l’asta ordinaria (via telefono,web e posta), il 18 ottobre si chiuderà l’asta “Dipinti e Disegni; Incisioni et alia; Sculture” e il 25 ottobre si terrà l’asta ”Mobili; Tappeti; Altri arredi; Marmi; Beni non catalogati”.
Tutte le informazioni sul sito www.gioiellidicarta.it alla sezione “Aste giudiziarie”.






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